Chapter One.

eh noi dell' ottantadue siamo nati consapevoli
(Lucia Dolci, una dell' 82)
IO (?)
Elena. 25 anni.
Tutte (o quasi) le mie ossessioni
1- Il pendant
2- L'igiene orale (lavarmi i denti almeno 5 volte al giorno)
3- La perfezione degli intenti e delle (mie) riuscite
4- La puntualità
5- Mantenere il pavimento pulito
6- Non capire
7- Le serie tv
8- Le borse e le scarpe
9- Le etichette degli alimenti
10- le pagine bianche
...to be continued...

Mi piace
Scrivere bene e leggere
i miei amici, Enrico e ovviamente Manu
l'istinto che c'azzecca
cucinare, la ringhiera cui aggrapparmi, i telefilm
la mia ferrovia e i binari lucenti
la musica nelle orecchie, il cinema in sala, i concerti
il mio naso
la pizza
un pensiero puntuale che ti apre la mente
il pessimismo, l'ironia, fare i dolci, i baci
indovinare le battute dei telefilm e delle soap
il rispetto reciproco, il nero, il bianco, la forma
il concetto di "liberi tutti", il concetto di "muoviti muoviti"
i libri nuovi e quelli molto vecchi
le eccezioni

Non mi piace
L'oppressione, l' alitosi, la pigrizia, la cipolla, le emozioni scontate e prevedibili
l'intransigenza e l'intolleranza, i giudizi non richiesti, sentenziare
il verbo possedere, l'avverbio sicuramente, l'aggettivo razionale
solo la sostanza, gli Haagen Dutz, le lamentele fini a se stesse, l'incoerenza
le atmosfere omologanti, lo yogurt omogeneo, il ketchup, il senno di poi
Cenerentola e Biancaneve
il pelo superfluo, il "film di Natale".


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I DIRITTI IMPRESCRITTIBILI
del LETTORE

I. Il diritto di non leggere
II. Il diritto di saltare le pagine
III. Il diritto di non finire un libro
IV. Il diritto di rileggere
V. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
VI. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
VII. Il diritto di leggere ovunque
VIII. Il diritto di spizzicare
IX. Il diritto di leggere a voce alta
X. Il diritto di tacere
Come un romanzo,
Daniel Pennac

PARTICOLARI

"La fantasia è un posto dove ci piove dentro"
Italo Calvino

"La speranza è un seccatore indiscreto di cui non ci si può liberare"
Soren Kierkegaard

"Tokyo ci ripete invece che il razionale non è che un sistema tra altri."
tratto da
L'impero dei segni
Roland Barthes


"Frate: Ricordati che devi morire
Mario: Come?
Frate: Ricordati che devi morire
Mario: Vabbene
Frate: Ricordati che devi morire
Mario: Sì, sì, no, mo' me lo segno proprio"
tratto da
Non ci resta che piangere


Parole & Suoni
Sto leggendo:
Il contrario di uno - Erri De Luca
Sabato - Ian McEwan

Sto ascoltando:
Subsonica,
Turin Brakes,
Razorlight, Raconteurs
Smashing Pumpkins
Franz Ferdinand,
The Kooks, The Killers, Maximo Park
The Strokes, The Subways
Arctic Monkeys
Scissor Sisters, Muse
Coldplay
Baustelle

IMMAGINI
"D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda."
Italo Calvino





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domenica, 16 marzo 2008
 

Vatti a fidare di una giacca di pelle

San Babila è crocicchio - inaspettato per me - di mutevoli opinioni politiche. Un giorno c'è il Pd quello dopo c'è la Destra, il Pdl ha affittato un residence in Corso Vittorio. Ieri è stata la volta di Fn. Forza Nuova. Mi sono sbucati davanti - sempre io che esco dalla metropolitana - perché ho sbagliato uscita. Erano tutti vestiti uguali: jeans, scarpe da ginnastica, felpa nera col cappuccio che veniva fuori da un bomber - ci sono 20 gradi quindi immaginiamo la puzza di sudore - o da una giacca di pelle. Se non fosse per la mia faccina gentile e l'evidente aria intelligente che ho - eh... - potevo tranquillamente intrufolarmi e nessuno se ne sarebbe accorto. Ero vestita come loro in sostanza. Ho attraversato il marciapiede per la sua latitudine ed evitare il padiglione ma il volantino ahimé me lo hanno rifilato lo stesso. Uno grosso e rasato mi ha guardato con gentilezza, m'ha sorriso e mi ha detto "ehi, tieni" come se non ammettesse rifiuto. E fosse sicuro di trovarsi al cospetto di una che avrebbe apprezzato. Proprio con la sicurezza con cui ti accolgono i volantinatori quando sanno che tu che stai arrivando sei proprio la persona adatta. E così quando ho risposto "no grazie" il tizio s'è meravigliato. Me lo vedevo chiamare a raccolta gli altri e mostrarmi al gruppo come un esempio di giacca di pelle mal portata e di felpa col cappuccio insolente. Ma non l'ha fatto. Si è solo soffermato ad osservarmi andare per la mia strada, non capendo evidentemente. Me, reietta della società di estrema destra. Me, omosessuale della felpa col cappuccio.



lunedì, 11 febbraio 2008
 

Invece del cocco ho trovato Silvio

Berlusconi, sì. Lui proprio. in San Babila sabato.
Non è che stesse facendo shopping ha H&M, no. E nemmeno in Via Montenapoleone, ammesso che ci vada. No. Solo che io stavo spuntando dalla metropolitana, afflitta per aver ricoverato Gustavo, e sento nel mentre salgo le scale (facendo finta di non imprecare per il caldo) la voce dell'Onorevole tutta contrita perchè stava dicendo che l'Italia è ridotta male.
L'Onorevole sbucava dallo schermo del Teatro Nuovo di Piazza San Babila, con tanto di altoparlanti che anche se ti allontanavi per lo sdegno lo sentivi fino a metà corso Vittorio.
A parte la costrizione morale da cui in principio cercavo di sfuggire che mi ha costretto a non soffermarmi su H&M e Zara, in seguito sono tornata indietro e con coraggio mi sono messa ad ascoltare.
Era passato con forza e vari mi consenta a declamare un principio di programma elettorale in cui pareva volesse vendere la libertà. Cioè stava sparlando di come questo paese debba appellarsi a un diffuso - da lui - senso di libertà. E però io non potevo fermarmi da H&M senza sentirlo invocare la parola libertà. Per dire...
Ad occhi chiusi e con un traduttore poteva essere anche un principio di discorso degno di tale nome, se non fosse che, proprio mentre io pensavo ciò, ha fatto una requisitoria sui giudici.
E lì è stato un momento in cui non mi sono riconosciuta più. Mi parevo una persona nuova. Politicamente nuova.
Io, c'ho pensato, non avevo mai avuto la percezione di Silvio fino a sabato, perchè Fede non lo guardo, i suoi giornali non li leggo anche se me li ritrovo davanti sempre, e soprattutto non sono mai andata deliberatamente a sentirlo parlare.
Mi sono sentita come quando ho visto per la prima volta un film di Natale: indignata. Nel profondo viscerale della mia panza.
Ho realizzato perchè anche questo aprile andò a votare. Per quel senso di indignazione totalizzante che mi ha fatto agitare tutta la mattina e tutto il pomeriggio, che ho dovuto esprimere con rabbia e costernazione a mio padre - e per la prima volta si è sentito capito nel profondissimo - e a Manu.
E continuavo a ripetermi in testa che 160 mila euro di spese processuali pagati dall'Onorevole per difendersi secondo lui erano una cifra indecorosa: "come avrebbe fatto un poveraccio a pagare tutti questi soldi per difendersi dalla giustizia?" ha detto.
Perchè, un poveraccio può essere accusato di aver pagato per favori?
Ho notato anche qualcuno che gli ha urlato "ma va' a laurà" che non so come si scrive. Nella sua lingua, proprio. E una giovane cinese, evidentemente non una turista, ridente a crepapelle quando egli sosteneva che il suo impegno politico rinvigorito è frutto della sua morale consapevolezza di non poter lasciare l'Italia marcire. E un arabo di non so dove che ha uralto cose che non ho capito, con un sacco di quelli grigi da cui poi in metropolitana spuntano cinture e calzini in stock.
Non è chè ci siano novità in tutto ciò, lo so perfettamente.
Solo che sentirle dal vivo, è come vedere Bossi la prima volta: capisci che davvero c'è gente leghista. E per me che sono fortunatamente terrona, è come aver sentito Silvio la prima volta. No davvero, tutti dovrebbero sperimentare la cosa. Riacquisterebbero fervore civile. Se avessi trovato un banchetto mi sarei iscritta a un partito. Mi sarei iscritta a una lista elettorale e avrei speso il mio week end a fare volantinaggio.
Forse sarà stato il caldo improvviso, non so. Forse i circoli della libertà. Forse questa parola così abusata e risentita da apparire ogni giorno meno importante.



sabato, 12 maggio 2007
 

Miiiiii, la famiggghia.

Volevo fare un post da Settimana Enigmistica con le due foto delle due piazze e poi proporre un gioco: cerca le differenze. Ma ho trovato solo foto di Piazza San Giovanni, che se fosse il primo maggio urlerebbe di gioia. Ma dei due volti di Piazza San Giovanni io non ricordavo, anche se mi era stato già spiegato in precedenza. E allora appare chiaro perchè si siano fottuti la piazza, oggi.
Ma il discorso oggi è un altro, che posso riassumere in tre semplici domande:
1- Ma da quando in qua la Chiesa Cattolica scende in Piazza? Non era una roba da buontemponi che non hanno una cippa da fare? O al massimo da ragazzacci comunisti il 1 maggio?
2- Perchè un cattolico dovrebbe andare a manifestare in piazza San Giovanni oggi? Per avere il permesso di sposarsi in Chiesa, per non abortire, non divorziare, non nuocere alle sacre Istituzioni della famiglia, per avere figli in adozione? Ah no ecco, per convivere, ci sono.
3- Qualcuno il parere di Gesù lo ha chiesto? Lui era uno parecchio illuminato ai tempi suoi, mi pare d'aver letto da qualche parte che ora....si proprio ora non mi ricordo...ma dove porca miseria...l'ho letto...mmmm...